26 ottobre 2025

0000148

Io e Armaduk facemmo conoscenza un giorno di ottobre del 1982. Fu Bezal, l'indiano di Resolute Bay, a portarmi da lui. Cercavo un cane per la mia spedizione. Bezal me ne fece vedere cinque.

Note: 
Verso il Polo con Armaduk, Ambrogio Fogar (1983)
(Rizzoli Editore, 1983, 193 pagg.)

Da 0000001 a 0001000


0000001 - Il fidanzamento, Goffredo Parise
0000002 - Il signore delle mosche, William Gerald Golding
0000003 - I minori di sedici anni, Gabriel Matzneff
0000004 - Atti impuri, Goffredo Parise
0000005 - Breve storia del progresso, Ronald Wright
0000006 - I movimenti remoti, Goffredo Parise
0000007 - Donne informate sui fatti, Carlo Fruttero
0000008 - Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio, Massimo Lolli
0000009 - Le braci, Sandor Marai
0000010 - Senz'anima, Massimo Fini
0000011 - La ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki
0000012 - La sesta beatitudine, Marguerite (John) Radclyffe Hall
0000013 - Don Giovanni in Sicilia, Vitaliano Brancati
0000014 - Norwegian wood - Tokyo blues, Murakami Haruki
0000015 - Piattaforma, Michel Houellebecq
0000016 - Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, Paolo Flores D'Arcais
0000017 - Segni d'oro, Domenico Starnone
0000018 - L'inconveniente di essere nati, E. M. Cioran
0000019 - Il senso di una fine, Julian Barnes
0000020 - Mortalità, Christopher Hitchens
0000021 - La donna sulla luna, Carol Ann Duffy
0000022 - Diario di un uomo superfluo, Ivan S. Turgenev
0000023 - I beati anni del castigo, Fleur Jaeggy
0000024 - Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010, Daniele Luttazzi
0000025 - Ma quale Paradiso?, Francesca Borri
0000026 - Cedi la strada agli alberi, Franco Arminio
0000027 - Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan
0000028 - Piccoli amori, Franz Werfel
0000029 - Arte, Yasmina Reza
0000030 - Il fascismo eterno, Umberto Eco
0000031 - L'importanza di essere onesto, Oscar Wilde
0000032 - Il macellaio, Sandor Marai
0000033 - L'eredità di Eszter, Sandor Marai
0000034 - Estensione del dominio della lotta - Michel Houellebecq
0000035 - Autobiografia erotica di Aristide Gambia, Domenico Starnone
0000036 - La notte, Elie Wiesel
0000037 - Dio non è grande, Christopher Hitchens
0000038 - Bambini nel tempo, Ian McEwan
0000039 - Siate ribelli, praticate gentilezza, Saverio Tommasi
0000040 - L'uccello che girava le viti del mondo, Murakami Haruki
0000041 - Sudditi, Massimo Fini
0000042 - Amsterdam, Ian McEwan
0000043 - Le nostre anime di notte, Kent Haruf
0000044 - L’amore è il delitto perfetto, Jean-Claude Lavie
0000045 - Beate e suo figlio, Arthur Schnitzler
0000046 - Odio gli uomini, Pauline Harmange
0000047 - La nausea, Jean-Paul Sartre
0000048 - La moglie del becchino, Frederic Dard
0000059 - Morti senza tomba, Jean-Paul Sartre
0000060 - Divorzio a Buda, Sandor Marai
0000061 - La quarta necessità, Massimo Giacon e Daniele Luttazzi
0000062 - La ricerca della felicità, Michel Houellebecq
0000063 - Prima esecuzione, Domenico Starnone
0000064 - Il processo di Shamgorod, Elie Wiesel
0000065 - Sabato, Ian McEwan
0000066 - Bella figura, Yasmina Reza
0000067 - Perché dormiamo, Matthew Walker
0000068 - L'infinito senza farci caso, Franco Arminio
0000069 - La morte nell'anima, Jean-Paul Sartre
0000070 - L'airone, Giorgio Bassani
0000071 - Ascolta la paura, Daniele Cosentino
0000072 - Picnic a Hanging Rock, Joan Lindsay
0000073 - Il sole nudo, Isaac Asimov
0000075 - Nekrassov, Jean-Paul Sartre
0000076 - Di[zion]ario erotico, Massimo Fini
0000077 - Dance Dance Dance, Murakami Haruki
0000078 - Macchine come me, Ian McEwan
0000079 - Una desolazione, Yasmina Reza
0000080 - Fuga nelle tenebre, Arthur Schnitzler
0000081 - L'età della ragione, Jean-Paul Sartre
0000082 - La paga del sabato, Beppe Fenoglio
0000089 - Le mosche, Jean-Paul Sartre
0000090 - Babilonia, Yasmina Reza
0000091 - Lanzarote et autres textes, Michel Houellebecq
0000092 - La sgualdrina timorata, Jean-Paul Sartre
0000093 - Gli occhiali d'oro, Giorgio Bassani 
0000094 - Una questione privata, Beppe Fenoglio

0000148 - Verso il Polo con Armaduk, Ambrogio Fogar
0000149 - Il partigiano Johnyy, Beppe Fenoglio
0000154 - Il rinvio, Jean-Paul Sartre
0000155 - La possibilità di un'isola, Michel Houellebecq
0000156 - Conversations àpres un enterrement, Yasmina Reza
0000157 - Le mani sporche, Jean-Paul Sartre
0000158 - La malora, Beppe Fenoglio
0000171 - L'ingranaggio, Jean-Paul Sartre
0000180 - Porta chiusa, Jean-Paul Sartre
0000181 - Primavera di bellezza, Beppe Fenoglio


21 maggio 2025

0000149

Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana, tragica Roma fra le settemplici maglie tedesche. Lo spettacolo dell’8 settembre locale, la resa di una caserma con dentro un intero reggimento davanti a due autoblindo tedesche not entirely manned, la deportazione in Germania in vagoni piombati avevano tutti convinto, familiari ed hangers-on, che Johnny non sarebbe mai più tornato; nella più felice delle ipotesi stava viaggiando per la Germania in uno di quei medesimi vagoni piombati partito da una qualsiasi stazione dell’Italia centrale. Aleggiava intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa tra le nubi, di letteratura in vita…

note:
Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio (1968)
(Einaudi, 2024, 466 pagg.)

0000181

Insensibile al freddo mordace, Johnny fissava vacuamente lo scarico della latrina. Si riscosse all'arrivo di un compagno, ciabattante, malsano, terrone. Lo scansò a testa bassa e filò via rasentò il muro sgocciolante, orientandosi sull'alone funereo della lampada della sua camerata. Rivide il distretto, quel lercio maresciallo nel primo ufficio, che portava l'uniforme come una camicia da notte, i cassetti della scrivania pieni di omaggi e pedaggi in viveri e tabacco. Quindi il colonnello comandante, nella sala visite: in perfetta divisa, calzava sotto i gambali fruste pianelle di marocchino. Batté il piede per richiamare l'attenzione dello scritturale e decretò: «...esimo fanteria. Battaglione d'istruzione. Moana.»

note:
Primavera di bellezza, Beppe Fenoglio (1959)
(Einaudi, 2023, 140 pagg.

31 marzo 2025

0000073

Elijah Baley combatteva con ostinazione il panico. Era due settimane che montava. Forse ancora di più. Aveva incominciato a montare fin da quando lo avevano chiamato a Washington per dirgli tranquillamente che i suoi compiti erano cambiati. La chiamata a Washington era stata di per sé abbastanza sconvolgente. Era giunta senza particolari, una pura e semplice convocazione, e così era già peggio. Conteneva allegato un biglietto d'andata e ritorno per via aerea, e questo era ulteriormente peggio. In parte dipendeva dal senso d'urgenza implicito nell'ordine di un viaggio aereo. E in parte era il pensiero dell'aereo, semplicemente quello. Eppure quello era solo l'inizio del disagio, ancora facile da soffocare.

note:
Il sole nudo, Isaac Asimov (1957)
Mondadori, 1997, 242 pagg.
traduzione di: Giuseppe Lippi - titolo originale: The naked sun

0000072

Furono tutti d'accordo che era proprio la giornata adatta per il picnic a Hanging Rock: una splendida mattina d'estate, calda e quieta, con le cicale che durante tutta la colazione stridevano tra i nespoli davanti alle finestre della sala da pranzo e le api che ronzavano sopra le viole del pensiero lungo il viale. Le dalie fiammeggiavano e chinavano il capo pesante nelle aiuole impeccabili, i prati ineccepibilmente rasati esalavano vapore sotto il sole che si levava. Il giardiniere stava già annaffiando le ortensie, ancora ombreggiate dall'ala delle cucine sul retro dell'edificio. Le educande del collegio per signorine della signora Appleyard erano in piedi dalle sei a scrutare il cielo terso senza una nuvola, e ora svolazzavano nei loro vestiti da festa di mussola come un nugolo di farfalle elettrizzate.

note:
Picnic a Hanging Rock, Joan Lindsay (1967)
(L'Unità-Sellerio, 1997, 207 pagg.
traduzione di: Maria Vittoria Malvano - titolo originale: Picnic at Hanging Rock

0000158

Pioveva su tutte le langhe, lassù a San Benedetto mio padre si pigliava la sua prima acqua sottoterra. Era mancato nella notte di giovedì l’altro e lo seppellimmo domenica, tra le due messe. Fortuna che il mio padrone m’aveva anticipato tre marenghi, altrimenti in tutta casa nostra non c’era di che pagare i preti e la cassa e il pranzo ai parenti. La pietra gliel’avremmo messa più avanti, quando avessimo potuto tirare un po’ su testa. Io ero ripartito la mattina di mercoledì, mia madre voleva mettermi nel fagotto la mia parte dei vestiti di nostro padre, ma io le dissi di schivarmeli, che li avrei presi alla prima licenza che mi ridava Tobia.

note:
La malora, Beppe Fenoglio (1954)
(Einaudi, 2024, 90 pagg.)

11 marzo 2025

0000094

La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Milton guardava la villa di Fulvia, solitaria sulla collina che degradava sulla città di Alba.
Il cuore non gli batteva, anzi sembrava latitante dentro il suo corpo.
Ecco i quattro ciliegi che fiancheggiavano il vialetto oltre il cancello appena accostato, ecco i due faggi che svettavano di molto oltre il tetto scuro e lucido. I muri erano sempre candidi, senza macchie né fumosità, non stinti dalle violente piogge degli ultimi giorni. Tutte le finestre erano chiuse, a catenella, visibilmente da lungo tempo.
«Quando la rivedrò? Prima della fine della guerra è impossibile. Non è nemmeno augurabile. Ma il giorno stesso che la guerra finisce correrò a Torino a cercarla. È lontana da me esattamente quanto la nostra vittoria».

note:
Una questione privata, Beppe Fenoglio (1963)
(Einaudi, 2012, 128 pagg.)

07 marzo 2025

0000082

Sulla tavola della cucina c’era una bottiglietta di linimento che suo padre si dava ogni sera tornando su dalla bottega, un piatto sporco d’olio, la scodella del sale… Ettore passò a guardare sua madre. Stava a cucinare al gas, lui le guardò i fianchi sformati, i piedi piatti, quando si chinava la sottana le si sollevava dietro mostrando i grossi elastici subito sopra il ginocchio. Ettore l’amava.

note:
La paga del sabato, Beppe Fenoglio (1950 prima versione, poi accantonata e pubblicata postuma)
(Einaudi, 1969, 139 pagg.)

01 febbraio 2025

0000071

"La Provincia Pavese" Crimine durante la Festa di San Giorgio. Carabiniere ucciso a Varzi. Il delitto commesso in seguito a un alterco. Il militare sarebbe intervenuto per placare gli animi. Ignoti i motivi dell'aggressione. Martedì, 1 maggio 1951

note:
Ascolta la paura, Daniele Cosentino (2023)
(Officine Gutenberg, dicembre 2023, 259 pagg.)

26 ottobre 2024

0000048

Non c'è niente di più istruttivo che pazientare davanti a una cabina telefonica occupata da una donna. E' il modo migliore per comprendere quanto sia prolisso il gentil sesso.

note:
La moglie del becchino, Frédéric Dard (1956)
(pubblicato per Rizzoli da Mondadori Libri, 2024, 201 pagg.)
traduzione di: Elena Cappellini - titolo originale: Le pain des fossoyeurs

09 marzo 2022

0000158

Sono stato molte volte infelice, nella mia vita, da bambino, da ragazzo, da giovane, da uomo fatto; molte volte, se ci ripenso, ho toccato quel che si dice il fondo della disperazione. Ricordo tuttavia pochi periodi più neri, per me, dei mesi di scuola fra l’ottobre del 1929 e il giugno del ’30, quando facevo la prima liceo. Gli anni trascorsi da allora non sono in fondo serviti a niente: non sono riusciti a medicare un dolore che è rimasto là, come una ferita segreta, sanguinante in segreto. Guarirne? Liberarmene? Non so se sarà mai possibie.

note:
Dietro la porta, Giorgio Bassani (1964)
(Feltrinelli, settembre 2021, 101 pagg.)

05 marzo 2022

0000093

Il tempo ha cominciato a diradarli, eppure non si può ancora dire che siano pochi, a Ferrara, quelli che ricordano il dottor Fadigati (Athos Fadigati, sicuro – rievocano –, l’otorinolaringoiatra che aveva studio e casa in via Gorgadello, a due passi da piazza delle Erbe, e che è finito così male, poveruomo, così tragicamente, proprio lui che da giovane, quando venne a stabilirsi nella nostra città dalla nativa Venezia, era parso destinato alla più regolare, più tranquilla, e per ciò stesso più invidiabile delle carriere…).

note:
Gli occhiali d'oro, Giorgio Bassani (1956-57)
(Oscar Mondadori, gennaio 1976, 167 pagg.)

03 marzo 2022

0000070

Non subito, ma risalendo con una certa fatica dal pozzo senza fondo dell’incoscienza, Edgardo Limentani sporse il braccio destro in direzione del comodino. La piccola sveglia da viaggio che Nives, sua moglie, gli aveva regalato tre anni fa a Basilea in occasione del suo quarantaduesimo compleanno, continuava, nel buio, a emettere a brevi intervalli il suo suono acuto e insistente, anche se discreto. Bisognava farla tacere.

note:
L'airone, Giorgio Bassani (1968)
(Club degli Editori su licenza Mondadori, 1968, 209 pagg.)

11 maggio 2021

0000171

I - L’INSURREZIONE
Un immenso giacimento petrolifero alla periferia di una grande città. Pozzi, serbatoi, torri di perforazione, capannoni. Non c’è traccia di attività. I viali delle officine sono deserti, le macchine ferme.
Tra la città e le officine si estende il quartiere operaio. Anche qui strade deserte e negozi chiusi.
A un lampione è appeso un fantoccio con una rozza scritta sul petto: Jean Aguerra, tiranno.

note:
L'ingranaggio, Jean-Paul Sartre (1946)
(Mursia, giugno 1965, 123 pagg.)
traduzione di: Giorgio Strehler - titolo originale: L'engrenage

04 maggio 2021

0000180

Scena prima
Garcin, il cameriere
Sala stile Secondo Impero. Sul caminetto una statua di bronzo.
Garcin, entra guardandosi intorno: Dunque, ecco.
Il cameriere: Ecco.
Garcin: Così...
Il cameriere: Così.
Garcin: Mi... mi figuro che alla lunga si finisce ad abituarsi al mobilio.
Il cameriere: Secondo tipi.
Garcin: E tutte le stanze sono uguali?
Il cameriere: Che idea. Ci vengono dei Cinesi, degli Indiani. Che se ne farebbero d’una poltrona Secondo Impero?
Garcin: E io che me ne faccio? Lo sai chi ero? Via, non ha importanza. In fin dei conti, ho sempre vissuto in camere che non mi piacevano, e in situazioni false. Dici una cosa da niente, una situazione falsa in una sala da pranzo Luigi Filippo?
Il cameriere: Vedrà, anche in una sala Secondo Impero, non c’è poi male.

note:
Porta chiusa, Jean-Paul Sartre (1944)
(Giunti - Bompiani, febbraio 2017, 170 pagg. con testo a fronte)
traduzione di: Massimo Bontempelli - titolo originale: Huis Clos

02 maggio 2021

0000089

Atto I
Una piazza di Argo. Una statua di Giove, dio delle mosche e della morte. Occhi bianchi, faccia imbrattata di sangue.
Scena prima
Vecchie vestite di nero entrano in processione e fanno libagioni davanti alla statua. Un idiota è seduto per terra in fondo. Entrano Oreste e il Pedagogo, poi Giove.
Oreste: Ehi, buone donne!
Le donne si voltano lanciando un grido.
Il Pedagogo: Volete dirci...?
le donne sputano a terra indietreggiando di un passo.
Il Pedagogo: Sentite, voialtre. Siamo viaggiatori e abbiamo perduto la strada: Vi chiedo soltanto un’informazione.
Le vecchie scappano lasciando cadere le loro urne.

note:
Le mosche, Jean-Paul Sartre (1943)
(Giunti - Bompiani, febbraio 2017, 290 pagg.)
traduzione di: Giuseppe Lanza - titolo originale: Les mouches

29 aprile 2021

0000075

Primo quadro
La riva della Senna, vicino a un ponte. Chiaro di luna.
Scena prima.
Il mendicante dorme. La mendicante, seduta, fantastica.
La mendicante: Oh!
Il mendicante (si sveglia a metà). Eh!
La mendicante: Com’è carina!
Il mendicante: Che cosa?
La mendicante: La luna.
Il mendicante: La luna non è carina. La vediamo tutte le notti.
La mendicante: E’ carina perché è tonda.
Il mendicante: In ogni caso, è roba per i ricchi E anche le stelle. (Si ricorica e si addormenta).

note:
Nekrassov, Jean-Paul Sartre (1956)
(Mondadori, ottobre 1970, 187 pagg.)
traduzione di: Giorgio Monicelli- titolo originale: Nekrassov

27 aprile 2021

0000059

Atto primo
Primo quadro
Un solaio illuminato da un abbaino. Oggetti disparati alla rinfusa: valigie, un vecchio fornello, un manichino da sarta. Canoris e Sorbier seggono, il primo sulla valigia, il secondo su di un vecchio sgabello,. Lucie, sul fornello. Sono ammanettati. Francois passeggia avanti e indietro. Egli pure ha le manette. Henri dorme, disteso per terra.
Scena prima.
Canoris, Sorbier, Francois, Lucie, Henri
Francois: Insomma, possibile che non abbiate nulla da dire?
Sorbier (alzando il capo); Che cosa vuoi che diciamo?
Francois: Non lo so, purché sia qualcosa che fa rumore.


note:
Morti senza tomba, Jean-Paul Sartre (1946)
(Mondadori, gennaio 1966,76 pagg.)
traduzione di: Giorgio Monicelli - titolo originale: Morts sans sépulture

26 aprile 2021

0000157

Primo quadro
In casa di Olga.
A pianterreno di una casetta, ai margini della strada maestra. A destra, la porta d’ingresso e una finestra con le persane chiuse. In fondo il telefono su di un cassettone. A sinistra, verso il fondo, una porta. Tavola, sedie. Mobilio eteroclito e a buon mercato. Si sente che la persona che abita questa camera è del tutto indifferente ai mobili. A sinistra, a fianco della porta, un caminetto: sopra il caminetto, uno specchio. Automobili passano di tanto in tanto sulla strada. Trombe, clackson.
Scena prima
Olga, poi Hugo
Olga, sola, seduta davanti a un apparecchio radio gira le manopole. Rumori vari, poi una voce abbastanza distinta.
Annunciatore: Gli eserciti germanici battono in ritirata su tutta l’estensione del fronte. Gli eserciti sovietici hanno conquistato Kiscnar, a quaranta km. dalla frontiera illirica. Ovunque sia loro possibile, le truppe illiriche evitano di battersi; numerosi disertori sono già passati dalla parte degli Alleati. Illirici, noi sappiamo che siete stati costretti a prendere le armi contro l’URSS, conosciamo i sentimenti profondamente democratici della popolazione illirica e ora...

note:
Le mani sporche, Jean-Paul Sartre (1948)
(Mondadori, gennaio 1966, 143 pagg.)
traduzione di Giorgio Monicelli titolo originale: Le mains sales

25 aprile 2021

0000092

Primo quadro
Una camera da letto in una città degli Stati Uniti meridionali. Muri bianchi. Un divano. A destra una finestra a sinistra una porta (quella del bagno). In fondo, una piccola anticamera con la porta d'ingresso.
Scena prima
Lizzie, poi il negro
Prima che si alzi il velario, un gran fracasso in scena. Lizzie è sola, in vestaglia, e adopera l'aspirapolvere.
Suonano. Esita, guarda verso la porta del bagno. Suonano ancora. Ferma l'aspirapolvere e va a dischiudere la porta del bagno.
Lizzie (a bassa voce). Suonano, non farti vedere. (Va ad aprire. Il negro appare sulla soglia. E’ un negro alto e robusto, i capelli tutti bianchi, rigidamente eretto sulla persona). Che cosa c'è? Dovete avere sbagliato indirizzo. (Pausa). Ma insomma, che cosa volete? Parlate, via.

note:
La sgualdrina timorata, Jean-Paul Sartre (1946)
(Mondadori, ottobre 1970, 41 pagg.)
traduzione di: Giorgio Monicelli- titolo originale: La putain respectueuse

0000069

New York, ore 9 a. m. Sabato 15 giugno 1940 Una piovra? Afferrò il coltello, aperse gli occhi, era un sogno. La piovra era lì, lo succhiava con le sue ventose: il caldo. Sudava. Si era addormentato verso l’una, alle due il caldo l’aveva svegliato, si era tuffato in un bagno freddo, poi ricoricato senza asciugarsi; subito dopo il fuoco s’era rimesso a soffiargli sotto la pelle, aveva ricominciato a sudare. All’alba si era addormentato, aveva sognato un incendio; adesso il sole era certamente già alto, e Gomez sudava sempre: sudava senza requie da quarantotto ore. «Dio buono!» sospirò, passandosi la mano umida sul petto bagnato. Questo non era calore, era una malattia dell’atmosfera: l’aria aveva la febbre, l’aria sudava, si sudava nel sudore.

note:
La morte mell'anima, Jean-Paul Sartre 1945)
(Mondadori, 1a edizione giugno 1954, 364 pagg.)
traduzione di: Giorgio Monicelli - titolo originale: La mort dans l'âme

18 aprile 2021

0000154

Venerdí 23 settembre Le sedici e trenta a Berlino, le quindici e trenta a Londra. L'albergo si annoiava sulla sua collina, deserto e solenne, con un vecchio dentro. Ad Angoulême, a Marsiglia, a Gand, a Douvres, la gente pensava: "Che cosa farà? Sono le tre passate, perché non scende?". Egli era seduto nel salone dalle persiane dischiuse, gli occhi fissi sotto le folte sopracciglia, a bocca semiaperta, come se rievocasse un ricordo antichissimo. Non leggeva più, e la vecchia mano chiazzata, che stringeva ancora i fogli, gli scendeva lungo le ginocchia.

note:
Il rinvio, Jean-Paul Sartre (1945)
(Mondadori, 1a ediz. novembre 1948, 407 pagg.)
traduzione di: Giorgio Monicelli - titolo originale: Le sursis

11 aprile 2021

0000081

Un giovinastro afferrò Matteo per un braccio in mezzo alla via Vercingetorige, mentre una guardia passeggiava su e giù sul marciapiede opposto.

note:
L'età della ragione, Jean-Paul Sartre (1945)
(Bompiani, gannaio 1991, 419 pagg.)
traduzione di: Orio Vergani - titolo originale: L’âge de raison

09 aprile 2021

0000047

La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l’estensione e la natura di questo cambiamento.

note:
La nausea, Jean-Paul Sartre (scritto nel 1932, rivisto varie volte, pubbicato ne 1938)
(Mondadori, aprile 1965, XIX ristampa marzo 1986, 264 pagg.)
traduzione di: Bruno Fonzi - titolo originale: La nausée

05 aprile 2021

0000068

Il tuo corpo è l’unico posto dove c’è spazio per noi due.

note:
L'infinito senza farci caso, Franco Arminio (2019)
(Bompiani, gennaio 2020, 122 pagg.)

28 febbraio 2021

0000046

Un giorno ho scritto sul mio blog che l’indolenza degli uomini e la loro reticenza a interessarsi alla causa delle donne mi davano fastidio. E subito un cordiale sconosciuto mi ha lasciato questo commento anonimo: ...

note:
Odio gli uomini, Pauline Harmange (2020)
(Garzanti, febbraio 2012, 110 pagg.)
traduzione di: Bianca Bernardi - titolo originale: Moi les hommes, Je les déteste

08 febbraio 2021

0000045

Le parve di udire un rumore nella stanza accanto. Sollevò gli occhi dalla lettera appena iniziata, si alzò, fece qualche passo silenzioso verso la porta socchiusa e dapprima rimase a guardare attraverso lo spiraglio dentro la stanza attigua, dove le imposte erano chiuse e suo figlio senbrava dormire tranquillo, sdraiato sul divano. Solo allora si avvicinò e poté osservare come il petto di Hugo si sollevasse al ritmo forte e regolare del suo respiro di fanciullo.

note:
Beate e suo figlio, Arthur Schnitzler (1913)
(Adelphi, maggio 2000, 123 pagg.)
traduzione di: Magda Olivetti - titolo originale: Frau Beate und ihr Sohn

28 novembre 2020

0000080

Bussarono; il consigliere si destò e al suo involontario "Avanti!" comparve subito sulla soglia il cameriere con la colazione, ordinata come sempre per le otto. Il primo pensiero di Robert fu che la sera prima aveva di nuovo dimenticato di chiudere la porta a chiave; ma non ebbe quasi il tempo di cedere al disappunto per questo nuovo segno di sbadataggine, poiché la sua attenzione fu subito attratta dalla corrispondenza posata sul vassoio della colazione accanto a tè, burro e miele.

note:
Fuga nelle tenebre, Arthur Schnitzler (scritto nel 1912-17, pubblicato nel 1931)
(Adelphi, aprile 2000), 146 pagg.
traduzione di: Giuseppe farese - titolo originale: Flucht in die Finsternis

02 settembre 2020

0000079

Il giardino, interamente me. Avete proprio un bravo giardiniere, dicono. Mi vengono a dire che abbiamo un bravo giardiniere! Giardiniere quello? Tutt’al più manovale, operaio. Uno che esegue. Tu progetti, lui prende la carriola ed esegue. Nel giardino ho fatto tutto io. Tutto. Si congratulano con Nancy per i fiori. I colori dei fiori li ho scelti io, e lo stesso dicasi per le varietà così come io ho deciso la disposizione, ho comprato i semi, ho comprato i bulbi, e invece lei, lei che ha fatto? Mi dirai che li ha piantati -sai che fatica! Comunque i complimenti li fanno a lei. Così è la vita. il merito va sempre ai buoni a nulla. Vorrei che tu mi spiegassi la parola “felice”. Domenica ho parlato di te con tua sorella. Perché io di te parlo, tu credi che non parli mai di te, e invece ne parlo eccome. Mi ha detto: “è felice”.

note:
Una desolazione, Yasmina Reza (1999)
(Bompiani, 2001), 125 pagg.
traduzione di: Sergio Claudio Perroni - titolo originale: Une désolation

29 agosto 2020

0000044

Risolvermi alla più funesta delle decisioni non fu troppo difficile. Lo specialista era stato categorico. Il progredire della malattia non mi lasciava speranza alcuna. Davanti all’ineluttabile, perché perdermi in inutili riflessioni? Eppure esitai un istante, prima di cedere.

note:
L'amore è il delitto perfetto, Jean-Claude Lavie (1997)
(Baldini & Castoldi, 1998), 192 pagg.
traduzione di: Idolina Landolfi - titolo originale: L'amour est un crime parfait

27 agosto 2020

0000043

E poi ci fu il giorno in cui Addie Moore fece una telefonata a Louis Waters. Era una sera di maggio, appena prima che facesse buio..

note:
Le nostre anime di notte, Kent Haruf (2015)
(NN Editore, 2017), 162 pagg.
traduzione di: Fabio Cremonesi - titolo originale: Our souls at night

23 agosto 2020

0000067

Pensate di aver dormito abbastanza nell’ultima settimana? Riuscite a ricordare l’ultima volta in cui vi siete svegliati in modo naturale e del tutto riposati, senza sentire il bisogno di un caffè? Se la risposta a entrambe le domande è “no”, non siete i soli: due terzi degli adulti che vivono nei paesi sviluppati non raggiungono le otto ore di sonno notturno consigliate per essere in buona salute.

note:
Perché dormiamo, Matthew Walker (2017)
(Espress Edizioni, 2018), 398 pagg.
traduzione di: Eva Filoramo - titolo originale: Why We Sleep. Unlocking the Power of Sleep and Dreams

23 maggio 2020

0000156

Midi.
Dans le silence du sous-bois, un homme recouvre de terre le cercueil du père. Puis il s’écarte. Debout, immobiles, Nathan, Édith et Alex. Plus loin, Pierre et Julienne. Légèrement en retrait, Élisa. Nathan sort un papier de sa poche, et lit à haute voix.

NATHAN. – « Lorsque ma mère est morte, j’avais six ans. Elle montait l’escalier avec sa valise et je me souviens de la valise qui dérape sur les dalles de pierre. Lorsque mon père a disparu, j’avais onze ans et c’était la guerre… Je me trouvais seul au monde, si seul et si soudain éveillé que le Diable me visita… Je l’accueillis comme un renfort stratégique, un rempart de château fort où je m’éclipsais à l’abri des meurtrières1. De ce jour, et pour l’éternité, je sortis en vie, de la tête aux pieds bordé d’épines, impeccable et glacé. À mon fils imaginaire, j’ai donné pour nom Nathan. Pour toi Nathan, mon prodigieux éclat, fasse le ciel que je ne meure pas trop tôt. Simon Weinberg, 1928. » Papa avait 20 ans. Noir.

note:
Conversations àpres un enterrement, Yasmina Reza (1983/1984)
(Papiers, Christian Dupeyron édituer libraire, 1986?), 63 pagg.
in lingua originale (francese)

16 maggio 2020

0000090

E' in piedi appoggiato a un muro, per strada. In giacca e cravatta. Ha le orecchie a sventola, uno sguardo spaventato, capelli corti e bianchi. E' magro, con le spalle strette. Tiene in bella mostra una rivista su cui si legge la parola "Awake". La didascalia dice: Jehovah's Witness - Los Angeles. La foto è del 1955. Aveva l'aria di un ragazzino. Ormai è morto da tempo. Per distribuire i suoi opuscoli religiosi si vestiva in modo consono. Era solo, abitato da una perseveranza triste e rabbiosa. Ai suoi piedi s'intravede una cartella (se ne scorge il manico), con dentro le decine di opuscoli che nessuno o quasi gli prenderà. Sono anche quegli opuscoli stampati in numero incongruo a evocare la morte. Quegli slanci di ottimismo - troppi bicchieri, troppe sedie... - che ci inducono a moltiplicare le cose per renderle subito vane. Le cose e i nostri sforzi. Il muro davanti al quale si trova è gigantesco. Lo si intuisce dall'opacità greve, dalle dimensioni delle pietre tagliate. Probabilmente è ancora lì, a Los Angeles. Il resto è svanito chissà dove: l'omino con l'abito troppo largo e le orecchie a punta che gli si era piazzato davanti per distribuire una rivista religiosa, la sua camicia bianca e la cravatta scura, i pantaloni consumati al ginocchio, la cartella, gli opuscoli. Che importa quello che siamo, quello che pensiamo, quello che diventeremo? Siamo da qualche parte nel paesaggio fino al giorno in cui non ci siamo più. Ieri pioveva. Ho riaperto The Americans di Robert Frank.

note:
Babilonia, Yasmina Reza (20016)
(Adelphi, 2017), 157 pagg.
traduzione di: Maurizia Balmelli - titolo originale: Babylone

08 maggio 2020

0000066

Una sera di primavera. C’è ancora luce.
Il parcheggio di un ristorante (che non si vede)
Un uomo in piedi.
Una macchina con lo sportello aperto dal lato del passeggero.
Ne sporgono le gambe di una donna.
La donna accende una sigaretta.
Può anche passare qualche istante prima che l’uomo parli.

Boris - ... Oppure prendiamo una camera all’Ibis e ti scopo direttamente... Preferirei!
Andrea - All’Ibis...!
Boris - O da qualsiasi altra parte!... (Una pausa)... Se tu potessi non fumare in macchina sarebbe meglio.

Andrea aspira il fumo e lo soffia dentro la macchina, dietro, davanti, mettendocisi d’impegno.


note:
Bella figura, Yasmina Reza (2015)
(Adelphi, 2019), 106 pagg.
traduzione di: Donatella Punturo- titolo originale: Bella figura

23 aprile 2020

0000065

Qualche ora prima dell’alba Henry Perowne, un neurochirurgo, si sveglia per ritrovarsi già in movimento, seduto nell’atto di scostare le coperte e quindi di alzarsi in piedi. Non sa esattamente da quanto è cosciente, né del resto la cosa risulta avere rilevanza. Non gli è mai successo nulla di simile ma non è allarmato e neppure vagamente sorpreso, perché si muove con assoluta disinvoltura, provando un piacere diffuso agli arti, e sentendosi schiena e gambe insolitamente vigorose. Eccolo in piedi, nudo accanto al letto – si corica sempre nudo – in tutta la sua statura, consapevole del placido respiro di sua moglie e dell’aria invernale della stanza sulla pelle. Anche quella è una sensazione gradevole. L’orologio sul comodino segna le tre e quaranta. Henry non ha idea di che cosa ci faccia alzato: non sente il bisogno di liberare la vescica, e neppure è turbato da un sogno o da qualche particolare del giorno precedente, o addirittura dalle condizioni in cui versa il mondo. È come se, li in piedi al buio, si fosse materializzato dal nulla, in piena forma e in completa libertà. Non si sente stanco, a dispetto dell’ora e delle fatiche degli ultimi giorni, e non è nemmeno preoccupato per un caso recente. Anzi, è sveglio, sereno e inspiegabilmente euforico. Senza averlo deciso e per nessuna ragione al mondo, si incammina verso la più vicina delle tre finestre della stanza con un passo di tale agilità e scioltezza da fargli sospettare che si tratti di un sogno o di un episodio di sonnambulismo. Se è cosí, rimarrà deluso. I sogni non gli interessano; trova piú promettente la possibilità che tutto questo sia vero. D’altronde è perfettamente lucido, ne è piú che certo, e sa bene di essersi lasciato il sonno alle spalle: riconoscere la differenza tra sonno e veglia, distinguerne i confini, sono questi i fondamenti della sanità mentale

note:
Sabato, Ian McEwan (2005)
(Einaudi, 2015), 296 pagg.
traduzione di: Susanna Basso - titolo originale: Saturday

13 aprile 2020

0000078

Era anelito religioso corroborato dalla speranza, era il sacro graal della scienza. Le nostre ambizioni in corsa su un ottovolante: un mito della creazione trasformato in realtà, un atto di mostruoso narcisismo. Non appena divenne fattibile non ci restò altra scelta che provarci, e al diavolo le conseguenze. A dirla nel piú nobile dei modi, cercavamo di sottrarci alla nostra condizione mortale, di affrontare se non di sostituire la divinità con un io esemplare. In parole piú povere, intendevamo ideare una versione migliore e piú moderna di noi stessi e gioire del trionfo dell’estro, del brivido della nostra maestria. Nell’autunno del ventesimo secolo finalmente accadde, il primo passo verso la conquista di un sogno antico, l’inizio di un lungo insegnamento in base al quale ci saremmo detti che, per quanto complicati fossimo, per quanto imprecisa e difficile risultasse la descrizione dei nostri gesti e comportamenti, anche i piú banali, potevamo essere imitati e perfezionati. E io ero presente in quell’alba gelida: un giovane e smanioso pioniere dell’adozione.

note:
Macchine come me, Ian McEwan (2019)
(Einaudi, 2019, 281 pagg.
traduzione di: Susanna Basso - titolo originale: Machines Like Me and People Like You

20 luglio 2019

0000032

Dopo quasi vent'anni di vita comune, quando tutti avevano ormai abbandonato ogni speranza, nacque Otto, miracolo inviato dal cielo per la felicità della fervidamente devota famiglia protestante.


note:
Il macellaio, Sandor Marai (1924)
(Adelphi, 2019), 98 pagg.
traduzione di: Laura Sgarioto - titolo originale: A meszaros

31 ottobre 2018

0000031

ALGERNON. Hai sentito quello che suonavo, Lane?
LANE. Non mi è parso corretto ascoltare, signore.
ALGERNON. Peggio per te. Io non suono con precisione - chiunque può suonare con precisione - ma suono con
un'espressione meravigliosa. Per quanto riguarda il piano, il mio forte è il sentimento. La scienza la riservo alla Vita.
LANE. Sì, signore.
ALGERNON. E a proposito di scienza della vita, hai preparato i tramezzini al cetriolo per Lady Bracknell?
LANE. Sì, signore. (Li porge su un piatto d'argento)

note:
L'importanza di essere onesto, Oscar Wilde (1894)
Mondadori, Oscar Classici, 1993, 143 pagg.
traduzione di: Masolino D'Amico - titolo originale: The Importance Of Being Earnest