21 maggio 2025

0000149

Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana, tragica Roma fra le settemplici maglie tedesche. Lo spettacolo dell’8 settembre locale, la resa di una caserma con dentro un intero reggimento davanti a due autoblindo tedesche not entirely manned, la deportazione in Germania in vagoni piombati avevano tutti convinto, familiari ed hangers-on, che Johnny non sarebbe mai più tornato; nella più felice delle ipotesi stava viaggiando per la Germania in uno di quei medesimi vagoni piombati partito da una qualsiasi stazione dell’Italia centrale. Aleggiava intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa tra le nubi, di letteratura in vita…

note:
Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio (1968)
(Einaudi, 2024, 466 pagg.)

Nessun commento: