26 aprile 2021

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Primo quadro
In casa di Olga.
A pianterreno di una casetta, ai margini della strada maestra. A destra, la porta d’ingresso e una finestra con le persane chiuse. In fondo il telefono su di un cassettone. A sinistra, verso il fondo, una porta. Tavola, sedie. Mobilio eteroclito e a buon mercato. Si sente che la persona che abita questa camera è del tutto indifferente ai mobili. A sinistra, a fianco della porta, un caminetto: sopra il caminetto, uno specchio. Automobili passano di tanto in tanto sulla strada. Trombe, clackson.
Scena prima
Olga, poi Hugo
Olga, sola, seduta davanti a un apparecchio radio gira le manopole. Rumori vari, poi una voce abbastanza distinta.
Annunciatore: Gli eserciti germanici battono in ritirata su tutta l’estensione del fronte. Gli eserciti sovietici hanno conquistato Kiscnar, a quaranta km. dalla frontiera illirica. Ovunque sia loro possibile, le truppe illiriche evitano di battersi; numerosi disertori sono già passati dalla parte degli Alleati. Illirici, noi sappiamo che siete stati costretti a prendere le armi contro l’URSS, conosciamo i sentimenti profondamente democratici della popolazione illirica e ora...

note:
Le mani sporche, Jean-Paul Sartre (1948)
(Mondadori, gennaio 1966, 143 pagg.)
traduzione di Giorgio Monicelli titolo originale: Le mains sales

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