Mi accade spesso di sognare l'Albergo del Delfino.
Dal sogno si direbbe che ne faccio parte in modo stabile. La forma dell'albergo appare distorta. E' molto lungo e stretto. Tanto lungo e stretto da sembrare, più che un albergo, un lungo ponte coperto da un tetto. Un ponte che si estende, in tutta la sua lunghezza, dall'antichità alla fine del mondo. Io ne faccio parte. Lì dentro c'è anche qualcuno che piange. E io so che piange per me.
L'albergo mi comprende dentro di sé. Riesco a percepire le sue pulsazioni e il suo calore. Nel sogno, sono una parte dell'albergo.
note:Dance Dance Dance, Murakami Haruki (1988)
Einaudi, I coralli, 1998,492 pagg., traduzione di Giorgio Amitrano, tit. orig. Dansu dansu dansu
16 ottobre 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento